Di questi tempi, è vero, trovare buona musica non è facile. Ancor meno lo è trovare qualcosa di eccellente. Ma può accadere ed oggi è accaduto ascoltando il nuovo album di Umberto Porcaro, “Take me home”. Undici tracce di blues davvero di prima fascia, che ascolti senza trovare il coraggio di interrompere neppure se ti suona il citofono.
Porcaro il blues lo respira sin da giovanissimo, da quando cioè ha iniziato ad inseguire un sogno che lo ha condotto a suonare con i più grandi rappresentanti del blues internazionale. Lui è un chitarrista e cantante siciliano che è tornato in studio a dieci anni di distanza dal suo primo disco, riuscendo ad ospitare nel suo progetto due grandi esponenti del blues contemporaneo: Lurrie Bell di Chicago ed il texano Anson Funderburgh. Oltre ad avvalersi ovviamente della sua band fatta di ottimi musicisti. Quando parte il primo brano dell’album, “Run into My World” si capisce quasi subito che sarà difficile non ascoltare questo disco tutto d’un fiato; chitarra dal suono pulitissimo, voce che riporta subito al blues più vero, increspata quando è il caso, lineare, decisa. Ci si convince quasi subito che il blues made in Italy si può fare quando gli ingredienti sono quelli giusti. Personalmente il brano che preferisco è “Bring Me Down”, un lentaccio di grande atmosfera. Poi “Cool World” con una fantastica chitarra o lo stesso brano che dà il titolo all’intero lavoro e che ben lo rapprsenta, via via sino ad appodare allo splendido strumentale finale “Mountain Cheese” in buona parte affidato soprattutto ad un hammond strabiliante. Un lavoro estremamente coinvolgente che giutifica ampiamente il premio Blues Music Award assegnato a Porcaro nel 2019.